“Citazioni d’uso per vivere guareschianamente” – Aleksandr Solženicyn

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“Citazioni d’uso per vivere guareschianamente” 

Il mondo di Mondo piccolo attraverso le parole di grandi cristiani.

Aleksandr Isaevič Solženicyn (1918 – 2008), è stato uno tra i più importanti scrittori russi del Novecento.
Nato agli albori del regime sovietico cresce in linea con gli ideali del partito, giovane assertore della rivoluzione nel 1941 si arruola come volontario nell’Armata Rossa, dove si distingue per tempra e coraggio.
Nel 1945 a causa dell’intercettazione di una lettera in cui critica apertamente Stalin, viene condannato a otto anni di reclusione e al confino a vita.
Completamente disilluso nei confronti del regime comunista, per Solženicyn iniziano anni di profonda conversione, riportati in opere esemplari come Una giornata di Ivan Denisovič  e Arcipelago Gulag, dove oltre a denunciare le condizioni dei deportati nei campi di prigionia sovietici, riporta lucide riflessioni circa i meccanismi delle ideologie e l’inganno della dittatura comunista.
Nei suoi scritti dimostra di essere sopravvissuto all’internamento senza rinunciare alla propria libertà e senza cedere di fronte al tormento fisico e psicologico, utilizzando il male ricevuto per trasformarlo in un atto di di purificazione, per sé e per i compagni che aiuta a tenere vivi.
Solženicyn riceve il Premio Nobel per la letteratura nel 1970 e quattro anni dopo viene esiliato dall’Unione Sovietica. Fa ritorno in Russia nel 1994, dopo la caduta del regime.
Ancora oggi si erge come una delle voci più autorevoli in merito denuncia dei soprusi del regime comunista e come uno degli scrittori più densi e profondi del Novecento, esempio di libertà e difensore tenace della verità, a costo della vita.

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