Il mondo a disegni – Le vignette del Bertoldo parte 1 – Le “Vedovone”

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La genialità multimediale di Giovannino Guareschi raccontata attraverso illustrazioni, disegni e vignette.

Come abbiamo già avuto modo di ricordare, Nel 1936 Giovannino Guareschi lascia l’Emilia Romagna e si trasferisce a Milano su proposta di Cesare Zavattini, che sta reclutando la formazione adatta per la creazione di una nuova rivista umoristica voluta da Rizzoli, il “Bertoldo”.

Il giornale  brulica dei migliori artisti e vignettisti dell’Italia dell’epoca e presto diventa per Giovannino Guareschi un calderone da cui attingere idee, repertori e di poterli assemblare tra loro attraverso il suo ruolo di caporedattore (dal febbraio 1937). Oltre alla revisione e coordinazione degli articoli, Giovannino si cimenta, fin dai primi numeri, nella creazione di vignette umoristiche originalissime, destinate a diventare famose in tutta la penisola, insieme a quelle dei colleghi Walter Molino, Mario Bazzi, Saul Steinberg, Giovanni Mosca e Giacinto Mondaini.

Tra le serie di vignette più celebri e più longeve rientrano le “Vedovone” “Prevedovone“, signore dalla stazza mascolina e dal carattere autoritario che si aggirano tra le pagine del “Bertoldo” affiancate dai loro maritini smilzi, spesso ritratti sul letto di morte. Le “Vedovone” nascono in contrapposizione alle  “Signorine Grandi Firme” che iniziano a popolare le testate di tutti i giornali: persino Molino, Albertarelli e Palermo inzeppano il “Bertoldo” di donnine slanciate e bellissime. Anche Guareschi, per la verità, ci prova in uno dei primi numeri del giornale, ma la cosa non lo diverte granché, tanto che accanto alla classica donnina elegante aggiunge un squadrone di zitellone “alla conquista del globo terrestre“. È chiaro che questo genere di vignette lo attrae decisamente di più: Le donnone ad ogni nuovo numero della rivista si fanno sempre più riconoscibili e più divertenti, l’universo femminile perde di fascino ma acquista un umorismo schietto mai visto prima, derivante dal genialità comica di Guareschi, che abbina con disinvoltura caricature divertenti e battute di accompagnamento basate su giochi di parole, equivoci, esagerazioni.

È ancora il Giovannino della prima maniera, acuto, spietato, in alcuni casi amaro, ma dal sorriso bonario, un Giovannino senza baffi che ha in serbo molto altro da raccontare, con una macchina da scrivere e una matita nel taschino. 

 


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