Candido 1947 – La Terza Narice

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La parola trinariciuto, divenuta famosissima, è un termine coniato da Giovannino Guareschi nell’immediato dopoguerra che, come recita il dizionario, era rivolta agli iscritti al partito comunista, per la loro presunta acritica credulità e sudditanza alle direttive del partito (e perciò raffigurati con tre narici, come esseri “diversi”, quasi di un altro mondo).

L’aggettivo fu così azzeccato e colpì così tanto nel segno, che Guareschi lo utlizzò per tutto il periodo della campagna elettorale, in vista delle elezioni del ’48 e anche oltre, come arma di lotta alla sinistra italiana, grazie al potere dell’ironia che metteva alla berlina i devotissimi dei partiti avversari.

Di seguito riportiamo una lettera di Guareschi apparsa sul Candido il 5 aprile del 1947, in risposta a un lettore di sinistra risentito per l’utilizzo del termine, che ben spiega cosa intendesse il nostro Giovannino con la parola trinariciuto e che, forse, ci fa riflettere circa la validità di questa definizione anche oggi.

No caro lettore, il suo risentimento è senza ragione. Il fatto stesso che Ella, pure essendo comunista militante, legga anche i giornali che non sono del Suo partito e che, pur ritenendosi offeso, mi scriva firmando con nome, cognome e indirizzo, non solo, ma non mi chiami fascista, reazionario o traditore del popolo, stanno a dimostrare che lei non può in nessun modo essere compreso nella categoria degli uomini con tre narici.

Questa faccenda della terza narice è – riconosciamolo – una trovata grafica notevolissima, in quanto permette du definire un tipo e una mentalità col semplice ausilio di un buco, un piccolo buco il quale, praticamente, si risolve in un circoletto di rapidissima messa in opera.

Io mi spiego sempre con esempi e Le dico caro lettore, che nella categoria “intellettuali o similari” considero aventi diritto alla terza narice quel socialista nenniano il quale ha inviato alla sottoscrizione per Brera lire 1 spiegando che l’arte non ha bisogno di accademie. Tre narici hanno i membri della commissione toponomastica che, a Venezia, ha tolto a una via il nome di Gabriele D’Annunzio per darle altro nome. Tre narici la commissione che a Piombino ha sostituito il nome di Piazza Umberto I con quello di Piazza Bresci (uccisore di Umberto I) e così via.

Nel campo meno intellettuale considero appartenenti alla categoria dei trinariciuti i dimostranti della Garfagnana che per protesta hanno aperto i bacini delle dighe idroelettriche. […]

Caro lettore, io potrei continuare a elencarLe degli esempi. Ma ormai il concetto deve esserLe chiaro. E quindi Ella non si deve sentire toccata quando mi vede disegnare tipi con tre narici.

Perché nel mio concetto base, la terza narice ha una sua funzione completamente indipendente dalle altre due: serve di scarico in modo da tener sgombro il cervello dalla materia grigia e permette nello stesso tempo l’accesso al cervello delle direttive del partito, che, appunto, debbono sostituire il cervello che appartiene oramai a un altro secolo. Non dico a un’altra era perché la terza narice esisteva anche nell’altra era, ma era proibito mostrarla e tutti dovevano portarla mascherata.

Non ho nient’altro da dirLe. Naturalmente la terza narice non è una strettissima prerogativa delle sinistre: io credo che ce ne siano molte altre, distribuite un po’ in ogni dove: quanta gente ha la terza narice e non lo sa ancora? Le confesso che anch’io alle volte, rileggendo quello che ho scritto e che purtroppo è già stampato mi guardo perplesso nello specchio.

Attenti dunque alla terza narice!

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