DUE MANI BENEDETTE: STORIA DI UNA RICAMATRICE D’ALTRI TEMPI

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Maddalena è una ricamatrice raffinata. Nonostante le sue innate qualità manuali, non è facile farle un complimento: non ama mettersi in mostra perché, dice sempre, “Quel che faccio lo faccio a maggior gloria di Dio”.

Vive in un paesino dell’Emilia, è sposata con Giuseppe ed entrando nel loro soggiorno si respira aria di casa. Il silenzio non è fastidioso, l’accoglienza è insieme discreta e calorosa e quando è ora di andare ci si vorrebbe fermare un altro po’. Questo è ciò che si prova quando si entra nelle mura di un’autentica famiglia cristiana.

Maddalena ci racconta di aver iniziato a ricamare nel Duemila. Inizialmente il suo era solo un passatempo, poi, con il tempo e l’esperienza, è diventata una vera e propria passione. Grazie alla sua predisposizione e l’attenzione per il dettaglio ha affinato sempre di più la tecnica e oggi è in grado di realizzare delle vere e proprie opere d’arte con ago, filo e una buona dose di pazienza.

Per ricamare le stoffe più piccole, grandi non più di un palmo di mano, le occorrono parecchie ore di lavoro e manifatture più complesse la impegnano settimane, a volte mesi.

Un’arte d’altri tempi quella del ricamo, completamente controcorrente rispetto al mondo di oggi. Se il mercato ci propone quintali di capi e stoffe dozzinali, cuciti chissà dove nel mondo, di pessima fattura e di scarso valore, Maddalena studia con cura ogni angolo delle sue creazioni, le vede realizzarsi prima nella sua testa poi sulla stoffa attraverso il lavoro delle mani.

Mentre sul tavolo del salotto sfilano uno a uno tovaglie, tovagliette e asciugamani la casa di Maddalena e le sue creazioni acquistano sempre più la fisionomia di un Mondo piccolo, proprio nella terra di don Camillo. Un universo che ha mantenuto la tradizione antichissima del ricamo e del valore della bellezza, in cui si respira una finezza senza tempo. E così, proprio come sono semplici ed eleganti le creazioni di questa signora, così è lei, che dimostra uno sguardo attento anche alle cose spirituali e una innata delicatezza nell’avere a che fare con le altre persone, quasi fossero fatte di stoffa preziosa.

Ogni pezzo creato da Maddalena è unico, irripetibile e ogni gesto compiuto per realizzarlo è una lode a Dio e un regalo a un’altra persona, un atto di gratitudine perenne che sembra resistere in questo modo di consumo e convenienza. Il Mondo piccolo di questa ricamatrice tratta con cura ogni cosa le capiti sotto mano e la trasforma in un oggetto bello e inaspettato.

E mentre Maddalena spiega con semplicità ogni cucitura di un piccolo dettaglio, è impossibile non richiamare alla mente la cura e l’amore con cui don Camillo e Peppone, nella cupa notte padana, dipingono in canonica le statuette del Presepe: “E fra mille anni la gente correrà a seimila chilometri l’ora su macchine a razzo superatomico e per far cosa? Per arrivare in fondo all’anno e rimanere a bocca aperta davanti allo stesso Bambinello di gesso che, una di queste sere, il compagno Peppone ha ripitturato col pennellino.”.


1 Comment

Leone · Novembre 19, 2018 at 3:37 pm

Signora Maddalena la ringrazio perché lo stesso motivo per cui lei lavora,la Gloria del Buon Dio in primis è lo stesso che muove me e la mia famiglia ,e che fa essere fiduciosi a mettere al mondo dei figli,in un mondo che “muove la chiesa”,corrotta da questo ” movimento perpetuo del mondo”. Noi ci contrapponiamo liberamente a questo progresso ateo e globale,con l’unico scopo di portare il mondo tutto nell’unico punto in cui deve stare…nelle mani di Dio! Di quel Gesù Bambino che regge nel suo piccolo palmo di Re appunto il mondo e che se si guarda bene a confronto della statuetta di gesso è appunto un “Mondo piccolo”!
Ma vero e al sicuro in mani Benedette!
Viva Cristo Re!

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