Il volto nascosto di Giovannino Guareschi – Gli anni della Radio

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Lo scrittore dietro ai racconti:

chi era, cosa pensava, come viveva il padre di don Camillo e Peppone attraverso curiosità, aneddoti e citazioni.

Il lavoro che Guareschi svolse alla Radio è un aspetto praticamente sconosciuto dell’autore di don Camillo e dei racconti familiari con Margherita, Albertino e la Pasionaria. Giovannino scrisse brillanti testi per la radio dal 1947 al 1949 per rubriche radiofoniche di grande successo. La prima, Signori entra la Corte! consisteva in ventinove processi divisi in due serie, in cui il verdetto era lasciato agli ascoltatori. La seconda, Caccia ai ricordi, era composta di dieci episodi immaginari inquadrati in avvenimenti realmente accaduti nell’anno che i radioascoltatori dovevano indovinare. Per entrambe le trasmissioni erano previsti premi per i vincitori: per esempio in Signori entra la Corte! Tra tutti coloro che avevano espresso un giudizio corrispondente a quello della maggioranza venivano sorteggiati per ricevere un piccolo premio.

Entrambe le rubriche erano nate per campagne pubblicitarie. La prima per promuovere le pastiglie per la gola del Resoldòr prodotto della ditta Gazzoni di Bologna, offriva nella serie iniziale vicende tipiche del dopoguerra comicamente tragiche o tragicamente comiche i cui protagonisti erano reduci, i borsari neri, i nuovi industriali, la nuova criminalità. Nella serie successiva, richiesta in seguito al grande successo della prima, erano invece proposti argomenti più tipicamente gialli.

L’Incipit di ogni puntata era questo:

ANNUNCIATORE: Signori entra la Corte! Radioprocessi con radiogiuria popolare di Nino Guareschi. Il verdetto verrà formulato in base alle risposte pervenute dagli ascoltatori. Fra tutti coloro che avranno espresso un giudizio corrispondente a quello della maggioranza, saranno estratti settimanalmente un apparecchio radio Ducati a cinque valvole con occhio magico e venti cassette di Aperitivo Select e Gin Pilla.


Quanto alla seconda, Caccia ai ricordi, venne commissionata dal Calzaturificio di Varese: aveva come narratori radiofonici i personaggi allora popolarissimi Giovannino e Margherita del Corrierino delle famiglie e voleva semplicemente divertire.

Ogni puntata, dopo la sigla, iniziava con queste parole dell’Annunciatore radiofonico:

ANNUNCIATORE: La “Caccia ai ricordi”, radiofantasia di Nino Guareschi, trasmissione a premi offerta da Calzaturificio di Varese.

ANNUNCIATRICE: Ogni puntata della caccia ai ricordi contiene un episodio immaginato inquadrato, però, in avvenimenti realmente accaduti. Si tratta di identificare l’anno preciso in cui si svolge la vicenda. I riferimenti alla realtà sono numerosi e facilmente controllabili. Fra tutti coloro che tempestivamente avranno segnalato a mezzo cartolina l’anno esatto, verranno settimanalmente sorteggiati premi offerti dal Calzaturificio di Varese […] .

Negli episodi, molti sono i riferimenti autobiografici legati a eventi della sua vita, molti gli spunti tratti da testi scritti in precedenza: del resto, lo stesso accadde per gli avvenimenti processuali esposti in Signori entra la Corte!. Ogni episodio è pervaso dal ben noto umorismo, dalla struggente ironia del grande scrittore della Bassa e ci porta il profumo di un’Italia che non c’è più.

Da: Milano 1947-1949 Guareschi e la Radio, Rizzoli


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