Vita

1908

1° Maggio: nasce a Fontanelle di Roccabianca (Parma) Giovannino Oliviero Giuseppe, primogenito di Primo Augusto Teodosio e della maestra Lina Maghenzani.

1914

La maestra Maghenzani viene trasferita a Marore, poco fuori Parma, dove la segue tutta la famiglia.

Giovannino frequenta la prima elementare alla scuola Jacopo Sanvitale di Parma.

1916

Nasce Pino, secondogenito della famiglia Guareschi.

1920

Dopo un anno disastroso alla scuola tecnica, entra come convittore al Maria Luigia di Parma e frequenta il liceo classico Romagnosi. Qui fa amicizia con Cesare Zavattini, che fa da istitutore.

1929

Termina il liceo e, a causa dei tracolli finanziari del padre deve subito trovare un lavoro. Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, che praticamente non frequenterà mai.

Comincia varie collaborazioni giornalistiche: la prima è con il settimanale “La Voce di Parma”.

Vince il premio letterario bandito dal settimanale con la novella “Silvania dolce terra”.

1930

Collabora con varie pubblicazioni di Parma.

1931

Da correttore di bozze, diventa cronista del “Corriere Emiliano”, testata con cui viene pubblicata allora la “Gazzetta di Parma”.

1934

Parte per il servizio militare. Viene licenziato per esubero di personale dal “Corriere Emiliano”. Inizia a collaborare con “Cinema Illustrazione” e “Il secolo illustrato” editi da Rizzoli.

1936

Si trasferisce a Milano per lavorare al “Bertoldo” pubblicato da Rizzoli. Lo segue la fidanzata Ennia Pallini, che poi sposerà e renderà celebre nei suoi racconti con il nome di Margherita.

1937-1940

Collabora con l’Eiar e con diverse testate nazionali tra cui “Secolo illustrato”, “Annabella, “Guerin Meschino” e il “Corriere della Sera”.

1940

Sposa Ennia, che lo aveva seguito a Milano. Nasce Alberto, il primogenito, che nei suoi racconti chiamerà Albertino.

1941

Pubblica “La scoperta di Milano”, il suo primo libro.

1943

Dopo l’armistizio dell’8 settembre tra Italia e alleati, viene arrestato dai tedeschi, con i quali non accetta di collaborare per non tradire il giuramento di fedeltà al re. Il 13 settembre viene avviato verso il lager.

Nasce Carlotta, la Pasionaria.

1945

Il 28 agosto lascia la Germania per fare ritorno a casa. Collabora con il quotidiano “Milano Sera”. Con Giovanni Mosca, viene assunto da Angelo Rizzoli come direttore di “Candido” il cui primo numero esce per Natale.

1946

Schiera “Candido” a favore della monarchia nel referendum istituzionale che sarà vinto dai repubblicani. Il 23 dicembre pubblica sul suo giornale “Don Camillo, il primo racconto di Mondo piccolo.

1948

Conduce una formidabile battaglia elettorale per scongiurare la vittoria dei socialcomunisti. I suoi scritti e i suoi disegni sono fondamentali per la vittoria della Democrazia cristiana. Pubblica la prima raccolta in volume della serie Mondo piccolo.

1951

Processato con Carlo Manzoni per una vignetta sul presidente della repubblica Luigi Einaudi, viene condannato a otto mesi con la condizionale.

1952

Esce “Don Camillo”, con Fernandel e Gino Cervi, il primo film della serie tratta da Mondo piccolo. Si trasferisce con la famiglia da Milano a Roncole Verdi, dove si è costruito una casa.

1954

Su “Candido” attacca Alcide De Gasperi pubblicando due lettere attribuite al leader democristiano che le dichiara false. Viene processato e condannato per diffamazione a un anno di carcere. Non ricorre in appello. Il 26 maggio entra nel carcere di San Francesco a Parma e apprende che dovrà scontare anche la condanna a otto mesi per la vignetta su Einaudi.

1955

Il 4 luglio ottiene la libertà vigilata, che sarà revocata il 26 gennaio 1956.

1957

Lascia la direzione di “Candido”, di cui rimarrà l’ispiratore e il principale collaboratore. Apre un bar a Roncole Verdi.

1961

Per dissapori con Angelo Rizzoli circa il film “Don Camillo monsignore… ma non troppo” dà le dimissioni da collaboratore di “Candido”. Rizzoli prende la palla al balzo e chiude il giornale.

1962

Collabora con il quotidiano milanese “La Notte” diretto da Nino Nutrizio.

1963

Comincia a collaborare con il settimanale “Il Borghese” diretto da Mario Tedeschi. Esce il film “La rabbia” di cui ha diretto una parte mentre l’altra è affidata a Pier Paolo Pasolini.

1964

Collabora con il settimanale “Oggi” diretto da Vittorio Buttafava.

1967

Esce l’ultimo libro pubblicato durante la sua vita, una fiaba per ragazzi intitolata “La calda estate del Pestifero”.

1968

Il 22 luglio muore a Cervia (Ravenna).

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